Me with myself and I

Sabato grande uscita alla gola dell’Infernaccio di Montefortino.

Una giornata degna di nota, iniziata con sole quattro ore di sonno alle spalle, un po’ di “buona” ansia ed i più disparati pensieri, il paradigma ben riuscito della donna al volante che combina disastri e che per tanti giorni ancora ci farà crepare dal ridere.

Il freddo, il vento teso e la pioggia non ci hanno fermato e appena usciti dalla gola il tempo è subito migliorato.

Guardo nel nulla eppure ti vedo, chiudo gli occhi e provo ad immaginare dove sei, cosa stai facendo.

Sopra il ponte, da solo, mi accorgo di quanto è difficile l’equilibrio.

Panta rei os potamòs.

Non so se tu ci sei, mi vedi, mi pensi, lasciami pensare almeno questo, ma io, in fondo, ci spero.

L’impressione di questi giorni è di avere una sensibilità maggiore, come una ferita scoperta che si irrita con un soffio.

Salgo e scendo verso il fiume per trovare l’angolo giusto mentre il pensiero è solo uno.

Non avrei mai creduto in una sensazione del genere, non avrei mai…

Ero vicino alla Sibilla ma ciò che scrivo è chiaro e non lascia spazio a dubbi, a perplessità.

Torna…dimmi che è stata tutta una farsa e torna perchè io tutto il giorno ho intonato a squarciagola una tra le tante canzoni che mi riconducono a te.

E salirò salirò
salirò salirò
fra le rose di questo giardino
Salirò salirò
fino a quando sarò
solamente un ricordo lontano

Contattami come hai fatto nel sonno come nella veglia, se non ti risponderò sarà solo per l’emozione che mi blocca.

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